Yerbossyn Meldibekov & Nurbossyn Oris. Peak of Lenin

Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 1, Lattina (prodotto di fabbrica alimentare “Elino” Mosca), 17x9x9 cm, 2011

Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 2, Lattina, 17x9x9 cm, 2011

Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 3, Lattina, 17x9x9 cm, 2011
Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 4, Lattina, 17x9x9 cm, 2011
Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 5, Lattina, 17x9x9 cm, 2011
Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris, Granate RPG-42 # 6, Lattina, 17x9x9 cm, 2011

Yerbossyn Meldibekov, autoritratto#1, scultura in bronzo riciclato, 2011.

Yerbossyn Meldibekov, autoritratto#2, scultura in bronzo riciclato, 2011.
Yerbossyn Meldibekov, autoritratto#3, scultura in bronzo riciclato, 2011.

Yerbossyn Meldibekov, Peak of Lenin, pentola in ferro, installazione Sonora, 2011.

Yerbossyn Meldibekov, Peak of Lenin, pentola in ferro, installazione Sonora, 2011.

Il 22 giugno 2011 la galleria Nina Lumer inaugura una nuova mostra degli artisti Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris. I due artisti kazaki, in questi giorni presenti a Venezia per la 54 Esposizione Internazionale d’arte della Biennale nel Padiglione dell’Asia Centrale, a Milano esporranno Peak of Lenin, un lavoro che rappresenta una nuova tappa della loro ricerca artistica nell’esplorazione dell’identità culturale dei Paesi dell’Asia Centrale.

In Asia Centrale i nomi sono importanti. La catena del Pamir, imponente gruppo montuoso a nord dell’Himalaya, separa il territorio della Repubblica del Tajikistan da quello del Kirgizistan. Nel 1928 una spedizione sovietico-tedesca composta dagli scienziati Karl Wien, Eugene Allwein e Erwin Shneider ha scalato per la prima volta una vetta di questa catena e l’ha voluta chiamare “Vetta Lenin” (7.134 m). All’epoca era considerata la vetta più alta dell’Unione Sovietica. La montagna è diventata simbolo dell’unità dei popoli nel segno dell’ideologia sovietica. Nel 1991, però, la montagna è rimasta senza nome. Il presidente kirghizo Askar Akaiev voleva mantenere il nome di Lenin. Il presidente tadjiko Emolali Rahmonov, richiamandosi alle origine persiane della sua Nazione, le ha dato il nome del grande scienziato persiano Ibn Sina, o Avicenna (980 – 1037). Sulla montagna si sono proiettate due culture, due identità. Le rocce sono state investite dalla forza investigativa della grande tradizione medica persiana, dall’eredità di Avicenna (fondatore della medicina moderna) e insieme dall’energia utopica del progetto sovietico, ancora in vita in quelle regioni.

Gli artisti Yerbossyn Meldibekov e Nurbossyn Oris fanno rivivere questo conflitto in una nuova installazione (Peak of Lenin) in cui utilizzano plasticamente media diversi (video, sculture in ferro, sculture in cera, disegni). Armi, televisioni, dittatori e montagne sono gli attori di questo dimenticato scontro tra scienza e ideologia sul crinale del Pamir.